Green book

un film sul grande viaggio che è l’amicizia.

Se qualcuno ci domandasse: “Se non sono abbastanza nero, né abbastanza bianco, né abbastanza uomo, allora che cosa sono?”

“Sei semplicemente “il mio amico”: gli potremmo rispondere.

Proprio là dove sembra impossibile, nell’America retrograda dei primi anni ’60, tra misoginia, omofobia e odio razziale, nasce un rapporto di amicizia, lealtà e rispetto reciproco che va al di là del colore della pelle e delle tendenze sessuali e dell’inflessione dialettale. 

Green Book può essere visto come il racconto delle tappe fondamentali per riconoscere quando una amicizia è autentica.

Proviamo a recuperarne alcune.

1          L’amicizia esige la reciproca conoscenza

Due amici hanno bisogno di vedersi e incontrarsi spesso.

Allora imparano ad ascoltarsi, a rivelarsi senza strapparsi le confidenze, perché il racconto della propria vita intima si fa a poco a poco ed è totale quando la fiducia reciproca si è consolidata. La scambievole conoscenza è sempre progressiva e lenta; ed è il risultato del come si è accolti e ospitati dal cuore dell’amico. Se l’amico ha fretta di sapere, conoscere, toccare con mano, prevale l’interesse, l’emotività, la paura di perdere l’oggetto amato; la disattenzione priva il rapporto di stupore, di meraviglia, di profondità e tende a rovinare tutto ciò che è bello. All’inizio l’amico presenta di sé solo il positivo, la sua immagine ideale che appaga i personali desideri. Questa non è ancora conoscenza profonda. A poco a poco esprime anche i limiti, le debolezze, la realtà della sua situazione. Se lo si ama veramente e realisticamente, lo si accoglie nella totalità del suo essere positivo, con i contorni (limiti e ombre) che caratterizzano il suo vero volto. Allora la conoscenza priva di censura, dubbio, timore, golosità e disattenzione produce l’amore per l’essere dell’altro, comprese le zone dove più povera e dolorosa è la sua umana vulnerabilità.

“Se una amicizia deve durare, occorre vigilare su di essa. Ci deve essere qualcosa che si incarica di custodirla. Ognuno dei due deve consentire all’altro lo spazio per essere quello che è; ognuno deve farsi consapevole dei propri difetti e guardare a quelli dell’altro con gli occhi dell’amicizia” (Romano Guardini)

2   Gli amici si aiutano reciprocamente a “essere di più”

Quando un amico ama un amico vuole il suo bene. Amando l’amico, lo si aiuta a prendere coscienza delle ricchezze interiori di cui dispone e delle ombre della sua personalità.

L’amico vero esprime fiducia nelle possibilità di autosviluppo e permette all’amico di trovare da solo la radice dei suoi problemi, il modo di affrontare le difficoltà e di progredire verso la pienezza di essere e di vita. È vero che un amico è indispensabile nella vita per prendere coscienza di ciò che si è, per osare di essere se stessi, per avanzare e sviluppare l’amore.

“Tu hai diritto di essere; sii come sei. Tu sei te medesimo allo stesso modo che io sono me stesso. Sii quello che sei; ed evolviti affinché tu possa divenire ciò che devi essere” (Romano Guardini)

3  L’amicizia può finire e può crescere

Quando due amici si amano in profondità, non si separano mai più. Ma non sempre il loro affetto è profondo. È vano cercare l’amicizia perfetta.

A volte certi legami sono fragili, perché travagliati, difficili. In certi casi uno dei due (o entrambi) lascia che tutto si deteriori per ragioni spesso inconsce e indecifrabili come paure, gelosie, carenze, egocentrismo, chiusura, eccessive differenze, dislivello di maturità, tormenti…

Gli amici possono anche conoscersi e amarsi sempre di più. Essi affinano il proprio sguardo sull’altro, per scoprire il meglio di lui al di là degli aspetti negativi; prestano attenzione al positivo anche se non ancora ben visibile perché credono più alle possibilità che alle capacità; mantengono un amore incondizionato,nonostante i passi falsi dell’altro, le sue lentezze evolutive, le sue disattenzioni; liberano le potenzialità d’amore che permetteranno di attingere dal fondo della propria sorgente l’amore di meraviglia, la fedeltà e la tenerezza.

“È davvero un sollievo avere una persona alla quale poter aprire il proprio cuore, poterla rendere partecipe del proprio intimo, poterle affidare i propri segreti” (Sant’Ambrogio)

4       L’amicizia profonda apre all’esperienza comunitaria

L’esperienza ci dice che l’amicizia profonda tra due, anziché esaurirsi nel suo piccolo mondo, matura un cuore intimo e solidale, aperto all’ospitalità e alla disponibilità nel cogliere le molteplici occasioni di amare e di essere amati che si presentano sul proprio cammino.

L’amicizia profonda vince il rischio della gelosia, si interessa del mondo a cui l’altro appartiene, è desiderosa di allargarsi e condividere con tanti le gioie le scoperte fatte insieme.

“Il godimento di ciascuno degli amici aumenta e non diminuisce, con il numero di coloro con i quali lo dividiamo.” (C.S.Lewis)

Se facendo questo esercizio ti nasce dentro il cuore il desiderio di condividere riflessioni ed esperienze, puoi scrivere a [email protected]

      (don Ottorino)