Boy A

Dopo che è stato commesso un errore, specialemente se grave, si può dare una seconda possibilità? Si deve dare una seconda possibilità? Quanto i media influiscono sul nostro giudizio? Quale impatto può avere il rifiuto su di chi sta cercando di rimettere a posto le cose rifacendosi una vita? Se ho commesso uno sbaglio io sono o divento il mio sbaglio?

La redenzione è possibile?
Il tema trattato non è certo usuale, anzi richiede una certa dose di sopportazione verso un aspetto della nostra società che non gode certo dell’attenzione che invece meriterebbe di ricevere. La riabilitazione e il reinserimento in una società piena di pregiudizi, come in questo caso, e ipocrisie (esemplare a questo riguardo la figura del datore di lavoro, prima accondiscente all’assunzione di Jack, poi compiaciuto del suo atto di eroismo e infine fulmineo nel chiudergli la porta in faccia nel momento in cui la stampa e l’opinione pubblica puntano i loro riflettori sul passato del ragazzo), sono una giusta denuncia verso un sistema troppo concentrato nel trovare più una giusta punizione che un’efficace riscatto. – tratto da www.spaziofilm.it