L’onda

Un prof su provocazione di uno studente vuole dimostrare che una dittatura è ancora possibile. Purtroppo perderà il controllo dell’esperiemento e quando se ne accorgerà sarà troppo tardi.

Da comingsoon.it:

Tratto da un romanzo di Todd Strasser molto popolare in Germania, a sua volta basato su un fatto di cronaca avvenuto negli anni Sessanta in California, quello diretto da Dennis Gansel è un film tedesco anomalo, per stile e declinazione, meno monolitico di quel che appaia. Specie in tempi di crisi come quelli che tutto il mondo si trova a vivere, poi, mostrare quanto sia facile (e veloce) che i più deboli e insicuri trovino forza e rassicurazione in una qualsivoglia idea di appartenenza, e di come questo si possa rapidamente tramutare a sua volta nella nascita di una cultura dalle chiare tendenze autocratiche e totalitariste, non è un concetto così antiquato e peregrino. Grazie all’azzecata cifra stilistica improntata ad un dinamismo giovanilistico sempre piuttosto contenuto e sobrio, e ad un cast di giovani interpreti di buon valore, L’onda è capace di un’efficacia che in alcuni punti si avvicina quasi ad una (relativa) potenza nelle descrizioni delle evoluzioni psicologiche dei singoli e della collettività.

A voler essere spocchiosi, si potrebbe obiettare che i limiti del film di Gansel stiano nel suo assunto chiaramente pedagogico ed in una certa didascalicità dello svolgimento: ma, paradossalmente, senza queste caratteristiche, proprie della parabola a fini educativi quale è, L’onda non avrebbe avuto poi tanto senso.